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Alcun non sia che disperato in preda
si doni al duol, benchè talor n'assaglia
possente sí che nostra vita inforsa.
Chè, poi che nembo rio, gravido il seno
d'atra tempesta, inorridito ha il mondo,
dispiega il sol più chiaro i rai lucenti.
E dopo l'aspro gel del verno ignudo
vesti di fior la primavera i campi. |
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